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domenica 31 maggio 2020

Il pericolo del rientro a scuola



Verso fine febbraio ho salutato i bambini delle mie classi, sicura di rivederli al rientro dalle vacanze di carnevale. 




A scuola ai tempi del Covid-19 | Portale Unicoop Tirreno









Microsoft Teams • Wildix
Domani è il primo di giugno, non vedo i bimbi da 3 mesi, ma ho avuto l'opportunità di parlarci via Teams, non è la stessa cosa, ma è importante mantenere le relazioni, fargli capire che ci siamo, che non li abbiamo dimenticati e che la scuola riaprirà.







Molti genitori hanno chiesto una riapertura subito, perché dovevano lavorare, perché i figli sono comunque un impegno, perché a casa non imparano nulla, perché..., perché..., perché... Le motivazioni sono diverse, sicuramente è difficile gestire il proprio lavoro e i figli a casa, le video lezioni non sono il massimo, anche noi insegnanti lo pensiamo, ma ce la stiamo mettendo tutta. Non vediamo l'ora di rientrare nelle nostre aule, di poter abbracciare i nostri bambini, di riprendere la normalità della vita scolastica, ma questo non è possibile per svariate ragioni, che sono state più volte spiegate, ma che, a quanto pare, risultano di difficile comprensione.



Aula Scolastica: immagini, foto stock e grafica vettoriale ...Allora vi porto io in una classe tipo, una delle mie, che vanno dalla prima alla quinta elementare: entro in classe, sono in prima, obbligo i bambini di 6 anni e poco più a indossare la mascherina e a igienizzarsi le mani, dopo 30 secondi te li ritrovi con la mascherina sotto il naso e le mani in bocca, non perché siano cattivi bambini o perché siano maleducati, semplicemente perché sono bambini. Si prestano le matite, i temperini e le gomme, ma tutti questi oggetti vengono messi in bocca, chiacchierano e si avvicinano, giocano insieme, si passano la merenda, io non potrei mai passare le ore a dirgli di stare lontani, perché alla domanda "ma è mio amico, perché non posso stare vicino a lui?" cosa dovrei rispondere "è pericoloso"? "potrebbe avere un virus"? Assolutamente no. Non posso pensare di dover instillare nei bambini la paura verso un amico, non capirebbero, perché tra di loro sono tutti uguali e se uno non è malato, automaticamente neppure l'altro lo è.

Fortunatamente i bambini non sviluppano sintomi gravi, però ogni anno sono portatori di una marea di virus, che inevitabilmente prendiamo tutti: maestre, personale ATA e genitori. I bambini, per definizione, si ammalano e fanno ammalare, non è un problema, ma in questo caso è un rischio che dobbiamo cercare di evitare a tutti i costi.
Oggi è la festa dei nonni. Una preziosa risorsa per genitori e ...
Proviamo con un esempio: il bambino X è stato al parco, ha toccato gli oggetti e si è messo le mani in bocca, certo si farà gli anticorpi, ma nel mentre porterà quel virus in giro. Va a scuola, perché fisicamente sta bene, presta la sua matita, che prima, come sempre, aveva messo in bocca, al compagno di banco, che a sua volta la metterà in bocca e il virus passerà nel suo corpo, così via per tutta l'aula....I bambini starnutiscono e tossiscono, spesso senza mano (adesso piega interna del gomito) davanti, l'aria della classe viene respirata dalle insegnanti che possono tranquillamente prendersi tale virus, che porteranno a casa, potrebbero sviluppare la malattia o passare semplicemente l'infezione. I bambini escono poi da scuola, spesso hanno la fortuna di avere i nonni che li vanno a prendere, vogliono e devono abbracciarli, baciarli, giocare con loro, questo è un veicolo di contagio, magari quei nonni sono già debilitati, magari stanno benissimo, in ogni caso è molto probabile che anche loro vengano a contatto con il virus ed è altrettanto probabile che sviluppino la malattia.
I bambini non sono cattivi, ma sono un ricettacolo di germi assurdo, non si può a scuola riprenderli continuamente, poiché altrimenti non si insegna nulla, soprattutto perché di parla di classi che se va bene sono formate da 20 bambini.

Kawasaki, allarme bimbi. L'Oms: «Infiammazione multi-organo ...


Alle insegnanti viene detto che i primi anni di scuola saranno sempre malate, proprio per questo motivo, io dopo 3 mesi di scuola ho avuto la bronchite, presa a scuola, certo, ma l'avevo messo in conto. Raffreddori, influenze, pidocchi, qualsiasi cosa a scuola si passa, proprio per l'ambiente, poiché i bambini hanno il bisogno di stare insieme, di stare vicini, di toccarsi.
Aula, donna, insegnante. Aula, donna, illustrazione, vettore ...
Non credo sarebbe corretto chiedere alle insegnanti di legarli alle sedie, con mascherina ben stretta, vietandogli di mangiare insieme, di giocare insieme, igienizzandogli continuamente le mani, sgridandogli ogni volta avvicinino qualcosa alla bocca. Sarebbe molto difficile, servirebbero 4 insegnanti in contemporanea per classe, una che spiega e le altre che controllano ogni piccolo spostamento dei bambini. Servirebbero aule più grandi, io sono anche fortunata, perché la scuola dove lavoro ha delle belle aule, ma ne servirebbero ancora di più, servirebbe molto più personale, cioè 4 volte tanto, proprio per il controllo.

Siete disposti a rischiare la salute dei nonni, delle insegnanti, la vostra salute, perché vostro/a figlio/a vi pesa a casa?
Se fosse sicuro, noi maestre saremmo le prime a correre a scuola, saremmo le prime a chiamare ogni bambino per farlo tornare in aula. Ci mancano ogni giorno, lavorare da casa per noi è estremamente complicato, non si tratta di preparare semplicemente dei compiti, in fondo lo facevamo già prima; si tratta proprio di non poter parlare con loro come vorremmo, senza i problemi di connessione, si tratta di riuscire a passargli delle informazioni chiare, senza poterle verificare subito, di rendere interessanti degli argomenti attraverso uno schermo, di farli essere loro stessi, anche in presenza dei genitori.

Io spero vivamente che a settembre si torni a scuola, soprattutto se penso ai bimbi della scuola dell'infanzia che dovrebbero iniziare la prima elementare, è un momento particolare, sensibile per l'apprendimento di alcune capacità (come scrivere e leggere), quindi è fondamentale la presenza.
Non vedo l'ora di rivedere tutti in sicurezza...

giovedì 28 maggio 2020

Mascherina Si, mascherina No



Un accessorio che è entrato nel nostro quotidiano negli ultimi mesi è la mascherina! Fino a oggi era un oggetto visto sempre sui visi dei medici, degli infermieri e dei dentisti, magari dal meccanico o dal verniciatore, dal veterinario, raramente sulle persone per strada, anzi trovavamo strani gli orientali che avevano la pratica di indossarla spesso.



Quali mascherine per il coronavirus? Confronto tra i diversi tipi


Ebbene, la mascherina adesso fa parte di noi, è uno strumento che siamo obbligati a portare quotidianamente quando ci troviamo vicino ad altre persone, quando varchiamo la soglia di un luogo pubblico.

All'inizio della pandemia c'era un dibattito molto acceso riguardo al suo reale bisogno, molti medici ci ripetevano che era una misura esagerata, molto probabilmente perché l'Italia non è una produttrice di questi oggetti e servivano per i medici. Adesso,invece, è diventata addirittura obbligatoria.
Ma il problema dove sta? Beh, la mascherina è utile solo ed esclusivamente se la si indossa nel modo corretto, altrimenti è solo un modo per sentirsi sicuri e, invece, rischiare di fare peggio!
La mascherina è uno strumento DPI, cioè un dispositivo di protezione individuale, ma sappiamo tutti che la mascherina chirurgica NON protegge noi stessi, ma gli altri, e solo se indossata correttamente: naso e bocca ben coperte, il dispositivo deve aderire bene al viso e dev'essere portata per al massimo 4 ore consecutive, eventualmente tolta toccandola solo dagli elastici. Ha un'utilità minima all'aperto quando siamo da soli, poiché in fondo servono a proteggere gli altri. Non sono eterne, non si possono riutilizzare all'infinito e soprattutto se lasciate appese un po' ovunque e perché si sono tenute per ore sotto il mento, come quando si guida.
Gruppo 5 mascherine chirurgiche - GRUPPO 5 MASCHERINE Mascherina ...La parte esterna della mascherina è sempre potenzialmente sporca e quindi toccarla esternamente e poi toccarsi il viso è un comportamento scorretto. Una volta indossata bisogna fare di tutto per non toccarla e quandola si toglie, bisogna lavarsi le mani, toccarla dagli elastici e rilavarsi le mani.
Non è pericolosa,  basti pensare ai chirurghi che passano ore e ore in sala operatoria, anche sotto pressione; sicuramente è di difficile utilizzo nei bambini, che tutti possono imparare, con un po' di pazienza.

La mascherina quindi è utile, poiché quelle chirurgiche proteggono almeno dal 95% delle particelle che emettiamo, ma sono uno strumento efficace solo quando TUTTI la indossano, altrimenti colui che ne è sprovvisto potenzialmente può infettare tutti coloro che invece la indossano.




Mascherine chirurgiche ok anti Covid-19. Caparini:recepita nostra ...Portarla non è un sinonimo di maleducato, ma è questione di rispetto. Spesso se la indossi gli altri ti dicono "cos'è non ti fidi di me? Hai paura di ammalarti?", beh certo!!! Non si tratta di una banale influenza, che banale può essere per me, ma si tratta di un virus altamente mutevole, che provoca danni gravi all'apparato respiratorio e se permettete possono avere paura per me, ma soprattutto per le persone a me care, che potrebbero contrarlo in maniera più grave. Io apprezzo quando porta l'auto dal meccanico e lui mi pulisce gli interni, disinfettandoli e, aimé, giustificandosi. Apprezzo chi non si avvicina, chi non ti stringe la mano o prova ad abbracciarti. In un momento così particolare, apprezzo chi ha compreso la situazione attuale e mi chiedo quale problema abbia chi, invece, continua a prendere sottogamba il discorso.
Non abbiamo fatto una vacanza di 3 mesi, siamo stati in quarantena, siamo stati lontani dai nostri affetti, dal nostro lavoro, chiusi in casa 24 ore su 24, hanno limitato la nostra libertà personale per non farci morire o meglio, per non far morire tutte quelle persone un po' più fragili, per rispetto ai medici e agli infermieri che hanno lavorato per noi giorno e notte, con turni massacranti, al limite del sicuro, anzi senza i DPI, che tanto noi detestiamo e deridiamo.




Covid-19: come usare e togliersi i guanti monouso | Alimentipedia.itSull'uso dei guanti servirebbe una divagazione a parte, ma meglio evitare e quindi scriverò sinteticamente il mio pensiero: non servono! Ci danno una falsa sensazione di sicurezza, bisogna imparare ad indossarli e soprattutto a toglierli nel modo corretto e subito dopo bisogna comunque lavarsi bene le mani, con acqua e sapone o con un liquido a base alcolica. Quindi, al momento, io continuo a preferire il lavaggio delle mani, non mi cambia rispetto a prima, l'ho sempre fatto e continuerò a farlo.
Come cambiare i vestiti se si va in posti pubblici, non riutilizzarli, lavarli sempre, farsi la doccia per poter eliminare ogni eventuale microbo anche dai capelli. Piccoli gesti che aiutano.






Fake news: come riconoscerle (ed evitarle) - Focus.it
La cattiva informazione ha fatto sì che le persone si trovassero a essere confuse, però dopo questo periodo, spero che le persone imparino a informarsi attraverso i giusti canali, che non credano a tutto ciò che passa in televisione, che inizino a farsi domande e, soprattutto, a cercare le risposte, comportandosi in modo rispettoso verso gli altri, perché siamo tutti bravi a pretendere il rispetto,ma dobbiamo essere i primi a portarlo, anche indossando una mascherina, non è l'accessorio all'ultima moda che ci aspettavamo per la primavera/estate del 2020, da è quello che ci è toccato e credo saremo in grado di conviverci, finché sarà necessario.



Qui di seguito, vi lascio una locandina riassuntiva sull'uso corretto della mascherina!!!

Mascherine: ecco la guida completa al loro uso e ri-uso - News ...

lunedì 25 maggio 2020

Le mamme lavoratrici al tempo del Covid-19



Un argomento di cui non si è parlato spesso durante questa quarantena è sicuramente il peso familiare e lavorativo che è gravato sulla figura femminile.

Facciamo ordine su ciò che è successo: è metà marzo, il nord Italia è costretto a chiudere, a sbarrare ogni negozio, bar o ristorante, a chiedere ai propri cittadini di non vedere i propri parenti, di rispettare diverse norme di sicurezza.
Appalti pubblici e corona virus: emergenza cantieri - News TuttoGareUn nemico invisibile nei mesi precedenti si è fatto largo tra la popolazione: qualcuno è stato male, qualcuno neppure si è accorto di averlo veicolato, ma a marzo il numero di morti per il Covid-19, un virus della famiglia della SARS, che può provocare problemi respiratori acuti e gravi, è elevato e ogni giorno sale ulteriormente.
Non è questa la sede dove discutere sulle scelte politiche, sulle opinioni divergenti dei medici, anzi lungi da me fare questo discorso.

Io vorrei focalizzare l'attenzione sul ruolo della donna.
In questi ultimi 2 mesi le donne italiane si sono velocemente ritrovate a lavorare da casa, spesso insieme ai propri compagni, nulla di strano fin qui, ma nel momento in cui ci si trova in casa la donna media italiana sente il dovere anche di badare alle faccende di casa, ai bisogni dei figli, finendo per lavorare 24 ore su 24, senza pausa, con rischi di depressione, di esaurimento, il burnout di cui si parla spesso sui posti di lavoro! Solo qualche associazione di mamme lavoratrici ha portato alla luce tale problematica, ma nessuna trasmissione, nessun telegiornale, nessun politico ha cercato e invitato alla collaborazione domestica, nessuno ha evidenziato tale limite che portava questa situazione anomala.
Volevo Essere Un Papavero: Vorrei essere un polipo!In questo tempo sospeso si è pensato alla salute, giustamente, alla politica, all'economia e non alla società. Una società ancora un po' arretrata, in cui la donna è l'unica a farsi carico di compiti che invece dovrebbero e potrebbero, tranquillamente, essere condivisi.
Al momento la scuola è ancora chiusa, ma il resto di Italia sta ripartendo e chi baderà ai bambini? A chi è concesso più facilmente un congedo familiare?

L'educazione ricevuta e l'esempio portato dalla famiglia sicuramente ha un peso, ma i nostri comportamenti derivano anche dall'ambiente circostante, finché sui libri di scuola troverò la frase "mentre la mamma cucina, il papà legge il giornale" allora nulla cambierà, perché questo insieme di stereotipi non fa che alimentare e perpetuare un comportamento e una segregazione sessista.
Le prime a iniziare dovranno essere le donne di oggi, le future mamme di domani, che hanno il dovere, insieme ai compagni, di educare i propri figli, maschi o femmine, al rispetto reciproco, alla collaborazione in tutto e per tutto. Non si tratta di uguaglianza, perché uomini e donne non sono uguali, in realtà nessuno è uguale a un'altra persona, siamo tutti diversi, ma abbiamo tutti gli stessi diritti e doveri, lottiamo per questo e non arrendiamoci a una società che è formata da noi e quindi può cambiare solo partendo da ognuno di noi!